Ancora sul 1° Maggio…

L’organizzazione del concerto del Primo Maggio ha chiesto un incontro con il collettivo degli operai dello spettacolo live, a seguito di alcune mail inviatele da quest’ultimo, in cui si faceva richiesta di intervenire durante il concerto con la lettura di un testo condiviso tra la famiglia, gli amici e i lavoratori.
Questa richiesta ha avuto esito negativo e durante l’incontro, a cui hanno partecipato anche alcuni di noi, il Sig. Marco Godano ci ha invece prospettato l’ipotesi di aprire il concerto del 1° maggio con una dedica a Francesco Pinna e Matteo Armellini, seguita da un minuto di silenzio.

Coerentemente con la volontà della famiglia, ci siamo sentiti di rifiutare questa possibilità e ci è stato assicurato che non si verificherà alcuna manifestazione commemorativa della morte di Matteo.
Riteniamo che il significato di questa giornata debba esulare da ogni sorta di celebrazione pubblica del singolo episodio, che si presta a facili strumentalizzazioni, ma deve al contrario assumere i caratteri di un impegno concreto a tutela di tutta la categoria e dei lavoratori in genere.
Cogliamo l’occasione per rilanciare una sintesi del nostro appello:

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Agli artisti del 1° maggio.

Suonare sul palco del 1° Maggio dovrebbe significare celebrare la dignità di ogni lavoratore
e implicitamente considerarne la fragilità, specialmente in questo momento in cui va
sbriciolandosi ogni diritto, ogni tutela, ogni certezza.
Ricordiamo che anche questo palco voluto dai sindacati, è frutto, come tutti gli altri, del
lavoro invisibile di molte decine di persone alle quali questo sistema produttivo non
riconosce, nella realtà dei fatti, i diritti fondamentali.
Gli incidenti non sono casuali, ma avvengono al contrario a causa di scelte volte solo a
massimizzare il profitto.
E’ qui che chiediamo espressamente a voi artisti di non sentirvi estranei. Vi chiediamo di
fare una scelta etica, di cambiare modello di business, tutelando le parti più deboli di
questo processo ed esigendo chiarezza e garanzie nell’intreccio di responsabilità tra società
di produzione, promoter, service e cooperative nella gestione di tour e spettacoli live. In
particolare vi invitiamo a fermare la megalomania faraonica delle produzioni, assicurando
sicurezza, ritmi lavorativi e turni più umani.
E’ necessario che alle dichiarazioni pubbliche seguano i fatti. La nostra non è un’accusa, è
solo un invito a liberarvi da una complicità morale che l’apparente immobilità riflette sulla
vostra immagine.
Dopo i fatti di Reggio Calabria e Trieste non si abbassi la guardia, non si può più fare finta
di niente e aspettare un’altra morte.

BFG

http://www.bieffegi.wordpress.com

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